Caratteri nel cielo
Ho sempre stimato le persone che hanno una forza immaginifica, che riescono a vedere forme e connessioni anche dove apparentemente non c’è nulla. Qualcuno, da piccolo, avrà passato del tempo ad osservare le nuvole e a riconoscere delle forme; pensate a quel momento e pensate di esercitatarlo ogni giorno nel quotidiano. Lisa Rienermann con il suo progetto “Type in the sky” mi ha stupito per la capacità di leggere forme apparentemente normali con uno sguardo nuovo. Caratteri tipografici tra edifici, terrazze, lampioni. Ne è nato un libro, e ora il cielo tra i palazzi non sarà più lo stesso.
Che font sei?
Mi succede spesso di osservare i cani e i loro padroni, ma anche i gatti per altri motivi. E’ noto come ci siano spesso delle somiglianze, di come spesso l’uomo scelga per similitudine o per proiezione di se il proprio animale. Si può fare lo stesso discorso per i caratteri tipografici? Se dovessimo scegliere un font che ci rappresenta, su quale cadrebbe la nostra scelta? Juan Pablo De Gregorio nel suo letritas, si immagina un lavoro simile partendo dal suono della nostra voce quando pronuncia una stessa parola in modalità diverse (una parola affettuosa detta ad una madre, ad una fidanzata, ad un gatto). Paragona le varie tonalità alla personalità, all’appartenenza di un mondo, come anche i caratteri possano esprimere le tonalità della nostra voce attraverso il loro uso.





